Luogo | Galeata (FC), Emilia Romagna; Rifredi (Fi), Toscana, Italia |
Racconto della vicenda
Don Facibeni è attivo nella rete di soccorso agli Ebrei stranieri rifugiati a Firenze coordinata dalla Delasem (Delegazione assistenza emigranti ebrei) con l’aiuto del Comitato per l’Amicizia Ebraico Cristiana di Firenze, che comprende tra gli altri il Rabbino Capo di Firenze, Nathan Cassuto, poi deportato e ucciso ad Auschwitz, Raffaele Cantoni, Matilde Cassin, don Leto Casini (Giusto tra le Nazioni, 1965), don Cipriano Ricotti (Giusto tra le Nazioni, 1972) e il cardinale di Firenze Elia Dalla Costa (Giusto tra le Nazioni, 2012). Salva personalmente sei persone, tra cui i fratelli Louis (Ludi) e Harry Goldman di diciotto e sedici anni, originari di Francoforte sul Meno, e Willy Hartmayer, di sedici anni, residenti coatti con la famiglia a Saint Martin Vésubie, Francia, e di lì fuggiti attraverso le Alpi e approdati a Firenze con l’aiuto della Delasem. I tre ragazzi scappano dalla caserma-prigione sul Lungarno Pecorari dove sono state rinchiuse le famiglie di Ebrei stranieri arrestati durante la retata del 6 novembre 1943, in attesa della deportazione ad Auschwitz. I due Goldman si rifugiano al convento di Varlungo, dove è nascosta la loro madre, insieme ad altre donne. Non potendo restare nel convento di clausura che fà parte della parrocchia di don Leto Casini, vengono da lui inviati, tramite il cappellano don Giovanni Simioni, a don Facibeni, presso il quale si è già rifugiato anche Willy Hartmayer. Don Facibeni nasconde i tre ragazzi in un piccolo edificio separato, per maggior sicurezza, procurando loro documenti falsi che li identificano come profughi italiani di guerra provenienti da Nizza. Il 2 luglio 1944, a seguito di un’irruzione di soldati tedeschi nell’orfanotrofio, Louis Goldman viene prelevato ma, non riconosciuto come Ebreo, si salva e resta con don Facibeni fino alla liberazione di Firenze. Visto il pericolo che regna a Firenze dopo la retata del 26 novembre che ha annientato il Comitato per l’Amicizia Ebraico Cristiana, don Simioni viene invitato dal cardinale Dalla Costa ad allontanarsi temporaneamente. Decide allora di portare Harry Goldman insieme alla madre e ad altre undici donne con i loro bambini a Treviso, al seminario vescovile, per poi smistarli in case private. Dopo la guerra Louis Goldman (1925-1996) emigra in Israele e, nel 1952, negli Stati Uniti, dove diviene un celebre fotografo di cinema, mentre suo fratello Harry, poi Zvi (1931-1948) muore combattendo nella Guerra di Indipendenza di Israele. Louis Goldman rimane in contatto con don Facibeni e racconta la vicenda del suo salvataggio e di quello di altri profughi nell’autobiografia Friends For Life. Tra gli altri bambini ebrei salvati, i fratelli Cesare e Vittorio Sacerdoti, di due e cinque anni, prima accolti dal 6 al 27 novembre 1943 insieme alla madre Marcella, moglie del rabbino Simone Sacerdoti presso il convento di via de’ Serragli di Firenze da madre Maria Agnese Tribbioli (Giusta tra le Nazioni, 2009) poi, a causa del grave pericolo, trasferiti a Montecatini, all’orfanotrofio dell’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa di don Facibeni, che si trova a Villa Forini Lippi. Secondo la relazione presentata da don Facibeni al cardinale Dalla Costa, nei locali dell’Opera a Firenze e nelle altre sedi, sono stati accolti e nascosti “10 fanciulli, 3 donne, 3 giovani e due uomini ebrei” (Collotti 2007, 349).. |
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Bibliografia | Sala D., Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI. Persecuzione, depredazione, deportazione (1943-1945), Carocci 2007 Goldman L., Friends for Life: The Story of a Holocaust Survivor and His Rescuers, 1993 (ed. it.: Amici per la vita, SP 44 ed., 1993); Gutman I., Rivlin B., I Giusti d’Italia, Milano: Mondadori, 2006, 125-126 (ed. it. a cura di L. Picciotto);Picciotto L., Salvarsi. Gli ebrei d’Italia sfuggiti alla Shoah. 1943-1945, Einaudi, 2017, 95, 102, 201-202. |