| Racconto della vicenda:
All’inizio degli anni Quaranta, i due fratelli Adolfo e Giulio Neppi vivevano a Bologna con le loro rispettive famiglie: Adolfo era sposato con Maria Ravenna e avevano un figlio, Guido, nato nel 1910; Giulio e la moglie Alberta Carpanetti avevano due figli, Sergio, nato nel 1905, e Bruno, coetaneo del cugino.
La loro famiglia era originaria di Ferrara. All’inizio del Novecento, i sei figli di Graziadio Neppi, ingegnere e libero docente universitario, si specializzano negli studi farmaceutici e nell’attività editoriale. In particolare, Alberto e Giulio Neppi guidano la casa editrice Taddei di Ferrara, acquisita per loro dal padre nel 1912, mentre Adolfo, a Bologna, è titolare della “Prodotti Specializzati Zanardi”, azienda chimico-farmaceutica. Nel 1916 prende in gestione la Farmacia di Santa Maria della Morte, poi Farmacia del Pavaglione, che segue fino al 1932, quando esce dalla società che si era formata nel frattempo.
Con la conduzione di Alberto e Giulio, la casa editrice Taddei di Ferrara (rinominata Stet, Società Tipografica Editoriale Taddei) diviene una fucina di nuovi talenti: Corrado Govoni, Filippo de Pisis, Diego Valeri, Giuseppe Ravegnani pubblicano le loro poesie e prose, oltre che importanti testi critici di storia dell’arte, nelle sue collane. Anche per Giorgio de Chirico e Alberto Savinio la Taddei era un punto di riferimento: oltre alle sue pubblicazioni, nell’annessa libreria si poteva trovare un’ampia scelta di riviste d’avanguardia, letterarie, artistiche e musicali provenienti da tutta Italia. All’inizio degli anni Venti, la Taddei decide di specializzarsi in libri scolastici: la riforma Gentile, tuttavia, rende inutilizzabili molti dei suoi testi, generando una crisi economica della casa editrice, che i due fratelli Neppi dovettero vendere nel 1923. Alberto si trasferì allora con la moglie a Roma, mentre Giulio andò a Bologna, dove divenne insegnante di lettere.
La vita delle famiglie Neppi viene colpita dalle leggi razziali del 1938. Giulio venne allontanato dall’insegnamento mentre, dato che nell’archivio dell’Ordine dei farmacisti di Bologna manca la documentazione relativa a quel periodo, non è possibile conoscere i provvedimenti adottati nei confronti dei farmacisti ebrei.
Ma è dopo l’8 settembre che la situazione per gli ebrei diventa molto più rischiosa. Ed è allora che la famiglia di Adolfo Neppi riceve aiuto da Fedora Monticelli, l’infermiera della moglie Maria. La nipote di Fedora, Maria Monticelli, per tutti Mariolina, era arrivata a Bologna da Ferrara per motivi di studio e qui aveva conosciuto Cristina Casolari, che come lei veniva da fuori, ovvero da Verica, una frazione di Pavullo nel Frignano (Mo). Durante l’estate del 1943, quando erano iniziati i bombardamenti su Bologna, le due ragazze avevano deciso di allontanarsi da quella situazione di grande pericolo, rifugiandosi dalla famiglia di Cristina a Verica, presso i suoi fratelli Giovanni, Maria, Giulio, Arcangelo e Domenica.
Con il precipitare della situazione dopo l’armistizio, Fedora chiede alla nipote se la famiglia della sua amica può ospitare anche la famiglia di Adolfo Neppi, che viene così nascosta da Giovanni Casolari e sua moglie Denilia Romani a Ca’ di Carlo, presso Verica.
Ma anche la famiglia di Giulio Neppi doveva allontanarsi da Bologna e cercare protezione: viene così coinvolto don Michele Montanari, arciprete di Verica, che suggerisce di chiedere a Luigi Succi e sua moglie Maria Pini, che vivevano con i loro figli Domenico, Arcisio, Amabile, Rino e Terenzio (quest’ultimo, all’epoca quattordicenne, era studente presso il seminario dei Cappuccini) in una casa isolata nel bosco. A Casa Potino trovano ospitalità Giulio Neppi e la moglie Alberta, cui si aggiungono la cognata Elisa Carpanetti e la cugina Eugenia Fiano. Il figlio Bruno, invece, su consiglio di don Montanari si reca a Niviano, dove rimane per un mese ospite del parroco don Colombini, e solo successivamente raggiunge i genitori. Il figlio maggiore di Giulio Neppi, Sergio, avvocato iscritto al Partito d’Azione e fortemente antifascista, all’indomani dell’8 settembre 1943 si rifugia invece a Cattolica, dove sfugge all’arresto da parte dei fascisti e si unisce alla lotta di liberazione, prima nelle Marche, poi in Umbria, sopravvivendo al conflitto.
Quando la situazione a Verica si rende ancora più pericolosa per i rifugiati a causa della presenza massiccia di truppe tedesche nelle vicinanze, Giulio Neppi e la sua famiglia vengono trasferiti a casa di Maria Romani (sorella di Denilia Romani in Casolari) e di suo marito Giuseppe Minelli, a Casa Giuliano, un borgo periferico di Verica, mentre il fratello Adolfo e la sua famiglia vengono mandati a casa di Francesca Serafini, cognata di Maria Casolari, a Casa Lorenzoni, nella riserva naturale di Sassoguidano. Da quel momento in poi Cristina Casolari, facendo la spola in bicicletta tra le varie case, porta viveri e tiene i Neppi in contatto tra loro.
Le famiglie Neppi rimasero nascoste a Verica fino alla fine della guerra.
Enzo Neppi, figlio di Bruno, ha portato avanti la richiesta di riconoscimento per i soccorritori della sua famiglia. Il 20 ottobre 2013 Yad Vashem ha riconosciuto Luigi e Maria Succi, Giovanni e Denilia Casolari, Cristina Casolari e sua sorella Maria, Francesca Serafini e Maria Romani come Giusti tra le Nazioni.
Nel 2015 l’onorificenza è stata data anche a don Michele Montanari per il salvataggio della famiglia Levi in collaborazione con la famiglia Mucciarini. (EC-EP) |
| Bibliografia |
Comunicato stampa del Comune di Pavullo nel Frignano, 18.10.2010
Gazzetta di Modena, 6 luglio 2014 ??? NON L’HO TROVATO
Walter Bellisi, Ecco chi sono i “Giusti fra le Nazioni”, in “Il Resto del Carlino”, 9 luglio 2014, https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/giusti-nazioni-guerra-1.33231
- Tre famiglie di Verica sono “Giusti delle nazioni”, in “Gazzetta di Modena”, 9 luglio 2014, https://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2014/07/09/news/tre-famiglie-di-verica-sono-giusti-delle-nazioni-1.9567546
Francesco Seghedoni, “Giusti tra le nazioni”: onorati da Israele Luigi e Maria Succi, in “Gazzetta di Reggio”, 11 luglio 2014, https://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2014/07/11/news/giusti-tra-le-nazioni-onorati-da-israele-luigi-e-maria-succi-1.9573898
Gazzetta di Modena, 27 gennaio 2019 https://ricerca.gelocal.it/gazzettadimodena/archivio/gazzettadimodena/2019/01/27/modena-document2-11.html
Enrico Cevolani, Notizie sulla Farmacia dell’Ospedale di Santa Maria della Morte di Bologna, oggi Farmacia del Pavaglione, in “Rivista di Storia della Farmacia. Atti e memorie”, a. XXXVI, n. 3, dicembre 2019
Nazario Sauro Onofri, Ebrei e fascismo a Bologna, Grafica Lavino, Crespellano (BO) 1989
Sergio Neppi: https://www.storiaememoriadibologna.it/neppi-sergio-508694-persona
http://www.comune.bologna.it/storiaamministrativa/facts/detail/39966
Casa editrice Taddei: http://www.museoferrara.it/view/s/a07fdb605e4c4165ad1688e2ba202f6d
http://www.letteraturadimenticata.it/Neppi.htm
https://www.ottocentoferrarese.it/component/k2/item/103-editoria.html
Prodotti Specializzati Zanardi Bologna: http://badigit.comune.bologna.it/Fotografie/dettaglio.asp?lettera=1376 |